Intervista a Sara D’Ambrogio

Ciao Sara, sai che sei la prima donna che intervisto per il mio sito? Benvenuta.
Ex giocatrice di tennis, ex compagna di doppio di una certa Roberta Vinci, istrutrice nazionale FIT, maestra di beach tennis e di padel: insomma che vuoi fare da “grande”, ti vedi in futuro impiegata in altro?

Innanzitutto grazie per avermi riservato uno spazio sul vostro sito e sono contenta di essere la prima donna ad essere intervistata.La domanda posta mette in crisi sempre tutti,ma diciamo che ho i miei obiettivi abbastanza chiari su quello che voglio fare “da grande”. Vorrei proseguire questo cammino nel padel così come sto facendo andando ad allenarmi anche in Spagna ogni tanto e vorrei perfezionarmi sempre più anche come insegnante per trasmettere questa mia passione al prossimo.

Pugliese come una certa Roberta Vinci (best ranking 8 WTA) con la quale in coppia hai vinto uno scudetto italiano nel 1995, era gia’ famoso il “back” velenoso della Vinci ? Qual’ e’ il tuo colpo piu’ forte ?

Si,sono passati un bel pò di anni eh? Sembra ieri.Roberta giocava il rovescio a due mani da piccola,quindi il suo back ancora non era così velenoso come adesso. Il mio colpo favorito? Ne ho più di uno in realtà. Diciamo che back,rovescio e voleè erano e sono i miei punti di forza.

Sei un insegnante di tennis,di beach tennis e di padel. Facendo tesoro della mia esperienza personale,ho riscontrato che insegnare qualcosa a qualcuno e’ molto difficile, puoi’ essere la numero 1 ma non avere empatia ed essere capace di trasmettere dei concetti chiari. Riesci, ma soprattutto ti piace trasmettere tutta la tua esperienza ai tuoi adepti ?

La cosa che ripeto sempre da una vita è che saper giocare bene è una cosa,saper insegnare un’altra. Non è detto che un professionista sia in grado di trasmettere un qualcosa e insegnare. Dico sempre che noi insegnanti dobbiamo essere quasi psicologi all’inizio, capire chi abbiamo di fronte e saper gestire al meglio la persona,adulto o bimbo che sia. Dobbiamo trasmettere la nostra passione e il nostro sapere cercando di essere empatici il più possibile. Io ci provo con tutta me stessa. Però non sta a me giudicarmi, quindi glielo chiederei ai miei allievi ( :-))

Si dice, “il primo amore non si scorda mai”, quindi dimmi la verita’:
ami di piu’ giocare a Tennis o Padel ?

Questa è una domanda che ogni volta che mi viene posta, mi colpisce molto nel profondo quando devo dare una risposta. È vero il primo amore non si scorda mai. Ma è anche vero che nella vita bisogna andare avanti e dopo aver avuto un po’ di problemi nell’ambiente tennistico, è scaturito in me un odio/ amore per il tennis. Quindi ad oggi ti rispondo il padel. Mi guardo in un campo da tennis e so che è stato la mia vita. Ma oggi mi guardo in un campo da padel e intravedo una rinascita

Nel tuo passato tennistico hai giocato contro giocatrici che poi hanno riscosso successo a livello mondiale? Se Si, ci puoi raccontare un aneddoto simpatico che le riguarda?

Di aneddoti ce ne sarebbero molti da ricordare, però adesso quello che mi ricordo subito al momento è quel viaggio interminabile fatto in treno con Roberta. Partiamo da Taranto per arrivare a Bolzano. 14 ore di treno. Il problema? Non c’erano posti e ci siamo fatte quasi tutto il viaggio in piedi tra risate e scherzi perché dovevamo stare attente e pronte a vedere chi si alzasse per prima e rubare il posto correndo come un Bolt qualsiasi

Ho avuto la fortuna di intervistare un certo Dante Luchetti (leggi l’ intervista), che mi ha rivelato che appena ti ha incontrato e’ rimasto letteralmente folgorato dalle tue capacita’. La storia gli ha dato ragione, da li a breve ti sei affermata nel mondo del Padel. Raccontaci anche tu quel giorno che hai incontrato Dante.

Eh sì, devo ammettere che Dante appena mi ha vista giocare la prima volta (giocavo da un mese) ha detto testuali parole:”Tu a breve diventerai campionessa italiana”. Ho incontrato Dante perché è venuto a fare uno stage nel mio circolo. Appena l’ho visto ho sentito una bella alchimia,sentivo che avessimo tante cose in comune. Mi ha trasmesso la sua conoscenza e soprattutto la passione che nutre per questo sport. È stato il mio primo coach in assoluto e siamo sempre in contatto. Lo ringrazio sempre per essere stato il primo a credere in me.

Tu che hai giocato e insegni tennis, padel e beach tennis, che consiglio puoi dare ad un neofita adulto, che vuole avvicinarsi a questi sport? Qual’e’ il piu’ “facile ” e veloce da imparare?

Cominciamo dal più difficile. Il tennis. Il tennis è uno sport “bastardo”. Difficile, molto tecnico. Basta un nulla e la pallina non va assolutamente come vorresti. Il beach tennis e il padel sono molto più semplici da imparare amatorialmente parlando. Bastano poche lezioni e la partitina con gli amici riesci a farla subito,mentre nel tennis impieghi moltissimo tempo prima di divertirti come si deve. Giocati invece poi a livello pro diventano anch’essi più complicati e tecnici.

Ho visto sulla tua pagina Facebook, che impieghi molto tempo non solo sulla tecnica ma anche molto sulla parte atletica, ora capisco chiaramente il soprannome di Tigre della Malesia. Anche per noi amatori e’ molto importante questo aspetto dell’ allenamento, oppure l’ importante e’ divertirsi?

Diciamo che in vita mia non mi sono mai allenata atleticamente perché ho sempre compensato con il braccio. Ad oggi invece sento la necessità di ascoltare il mio corpo e prendermi cura di esso perché da quando mi alleno atleticamente rendo molto meglio nel campo. Meno infortuni, più resistenza.Colgo l’occasione per ringraziare il mio coach Nicola Ciotti per il lavoro ottimale che sta svolgendo con me. A livello amatoriale invece, guardando i miei allievi adulti mi rendo conto che anche loro dopo un set reggono poco e l’intensità cala. Quindi diciamo che la parte atletica male non farebbe. Più si ha resistenza, meno errori a causa della stanchezza, più divertimento quindi

Parliamo di infortuni: le racchette di tennis hanno le corde che con le vibrazioni possono provocare problematiche quali epicondilite ed altro.Nel Padel si usa una racchetta senza corde, ma nonostante cio’ si puo’ andare incontro a certo tipo di problematiche?

Si ahimè si può andare incontro a queste problematiche anche nel padel. Qualche giorno prima dei Campionati Italiani mi sono infortunata purtroppo. Ho una epicondilite da mesi dovuta proprio ad una racchetta che per il mio braccio non era proprio adatta. Non so come ho fatto a vincere quel torneo perché il dolore era immenso. Adesso cambiando l’attrezzo sto molto meglio.Ho una racchetta più leggera e meno rigida in testa. Quindi consiglio sempre di valutare bene le racchette prima di acquistarle perché ogni racchetta può essere diversa per ognuno di noi a seconda delle nostre caratteristiche fisiche

Il Padel ormai anche in Italia e’ uno sport affermato, non solo in Spagna. Qual’e’ la tua idea e il tuo sentore, e’ destinato a crescere questo fenomeno oppure rimarra’ circoscritto a pochi circoli.

Quando è arrivato il Padel in Romagna e l’ho cominciato a praticare ho detto testuali parole:” Diventerà nel giro di due anni lo sport più richiesto e praticato e vedremo nascere campi come funghi “. E così sta accadendo. Se guardiamo l’incremento in questi due anni di circoli che stanno investendo e costruendo campi,è davvero notevole.

Domanda di rito, che di solito rivolgo solo a chi ha giocato a tennis, mentre per te vale per ogni sport che abbia una racchetta ; il tennis e il padel sono gli sport del diavolo?

Si. Ho sempre definito questi sport proprio così. Quindi ci calza a pennello questa definizione.

 

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