Intervista a Vincenzo Santopadre (best ranking 100 ATP)

È diventato professionista nel 1991 e nella sua carriera all’interno del circuito ATP ha raggiunto la posizione n° 100 nella classifica del singolare e la posizione n° 103 nella classifica del doppio.E’ cambiato molto il tennis da allora, ma soprattutto i tennisti?

INDUBBIAMENTE IL GIOCO È CAMBIATO NOTEVOLMENTE. E’ SUFFICIENTE RIVEDERE UN INCONTRO DI 10 ANNI FA PER RENDERSI CONTO COME OGGI SIA L’AGGRESSIVITA’ IL MOTORE PORTANTE DELLE CARATTERISTICHE DEI TENNISTI MODERNI.
I TENNISTI, A MIO PARERE, NON SONO CAMBIATI: UOMINI ERANO E UOMINI SONO. È CAMBIATO IL GIOCO, PER ALCUNE COSE IL MESTIERE ED IL CONTORNO.

Santopadre in coppia con Bolelli

Ho avuto il piacere di intervistare Diego Nargiso (leggi l’ intervista), che come Lei ci ha rappresentato in Coppa Davis, il quale mi ha parlato dell’importanza di giocare spesso il doppio, in quanto fa migliorare molto il singolo.Anche lei e’ di questo avviso?

ASSOLUTAMENTE SÌ. SEBBENE ANCHE LA SPECIALITÀ DEL DOPPIO SIA CAMBIATA, TROPPO SPESSO PER POCA CONFIDENZA NEI PRESSI DELLA RETE, TANTI GIOCATORI FATICANO AD AVVICINARSI AD ESSA IN SINGOLARE. A MIO AVVISO IL SAPERSI MUOVERE VERTICALMENTE ED ANDARE A GIOCARE UNA VOLÉE È UN TASSELLO FONDAMENTALE PER UN BUON MOSAICO DI OGNI TENNISTA. SENZA TRALASCIARE UN’ALTRA COSA CHE RIVEDTE UN ASPETTO PRIORITARIO: L’APPROCCIO AL SERVIZIO E ALLA RISPOSTA. IN DOPPIO SI È COSTRETTI A DARGLI LA DOVUTA IMPORTANZA.

Facciamo un piacevole salto nel passato: ATP Roma 2001 – Vincenzo Santopadre vs Magnus Norman; che ricorda di quel giorno ?

 DA ROMANO HO SEMPRE VISSUTO IL TORNEO DI CASA IN MANIERA PASSIONALE E, A PRESCINDERE DAI RISULTATI OTTENUTI, L’HO SEMPRE AFFRONTATO CON PIACERE ED UNA PRESSIONE POSITIVA CHE MI FACEVA RENDERE AL MEGLIO DELLE MIE POSSIBILITÀ.
CONTRO NORMAN AVEVO GIÀ GIOCATO E VINTO TEMPO PRIMA IN UN TORNEO IN INGHILTERRA , a Bournemouth sulla terra verde, 7/6 AL TERZO SET DOPO AVER ANNULLATO DEI MATCH BALL . NORMAN AVEVA DATO MOLTI CENNI DI INSOFFERENZA: A
FINE MATCH AVEVA ADDIRITTURA FATTO UN LANCIO DI RACCHETTA DEGNO DI UN LANCIATORE DI GIAVELLOTTO!!! TALE PRECEDENTE, UNITO AD UN SUO MOMENTO DI SCARSA FORMA ED AL MIO GIOCARE IN CASA MI FACEVA ESSERE MOLTO FIDUCIOSO SUL MATCH CHE AVREI DOVUTO GIOCARE.
RICORDO CHE QUANDO VIDI IL TABELLONE ERO CON MIO AMICO ROMANO, GIORGIO DI PALERMO, ALL’EPOCA ATP TOUR MANAGER, CHE FECE ISTINTIVAMENTE UNA “SMORFIA” COME A DIRE:”TI POTEVA CAPITARE DI MEGLIO!”(in verità la frase corretta, tra romani, era:”te poteva anna’ mejo!”). STANDO AI NUMERI, LUI N.5 DEL MONDO E DEFENDING CHAMPION, IO  BEN OLTRE LA 100Esima POSIZIONE, IL PENSIERO SAREBBE POTUTO ESSERE VALIDO MA…..MA IO ERO MOLTO CONTENTO DEL SORTEGGIO PERCHÉ SAPEVO DI POTERLO INFASTIDIRE CON IL MIO GIOCO MANCINO PARTICOLARMENTE FASTIDIOSO PER CHI AMAVA GIOCARE DI RITMO. FU COSÌ CHE LE MIE SENSAZIONI SI RIVELARONO CORRETTE: VINSI GRAZIE AL SUO SCARSO STATO DI FORMA ED AL MIO GIOCO “STRAMPALATO” SU UN TERRENO RESO PESANTE DALLA PIOGGIA CHE INDUBBIAMENTE MI FAVORI’.

 

Vincenzo Santopadre e’ un giocatore mancino (la mano del diavolo n.d.r), puoi darci un consiglio a noi amatori destrimani su come mettervi in difficolta?

MI SPIACE MA NON ME LA SENTO: TRA I MIEI ALLIEVI HO ANCHE GIOVANI MANCINI, Marco Migliorati, Edoardo De Filippo, Matteo Santopadre, PER CUI FAREI LORO UN TORTO!
SCHERZI A PARTE: IL MANCINO SOLITAMENTE TENDE A TESSERE LA RAGNATELA SULL’INCROCIO DI SINISTRA; DOVRESTE ALLENARVI AD EVITARE DI RIMANERE INGARBUGLIATI IN TALE STRATEGIA….DI PIÙ NON POSSO DIRE!!!!

Quando ha deciso di passare “dall’altra parte della rete” e diventare un coach, in cosa crede fortemente di piu’?Alla forma fisica , mentale o tecnica?

SONO TANTISSIME LE QUALITÀ , E DEVONO ESSERE MOLTO SPICCATE, CHE UN TENNISTA MODERNO DEVE AVERE PER RITENERSI TALE. A MIO AVVISO CI SONO DUE COSE IMPRESCINDIBILI : AVERE SEMPRE GRANDI STIMOLI E SAPER STARE IN CAMPO (il discorso è abbastanza ampio ma credo di aver reso l’idea).

Lei e’ il coach Matteo Berettini,giovane promessa italiana, che giocatore e’ Matteo, qual’e’ la sua qualita’ piu’ forte?

MATTEO PER PRIMA COSA HA LA QUALITÀ DI COLUI CHE HA DECISO DI INTRAPRENDERE UN PERCORSO. CIÒ GLI CONSENTE DI AFFRONTARE TUTTE LE FATICHE DEL CASO CON DEDIZIONE, PASSIONE ED
OPPORTUNITÀ DI CRESCITA.
INOLTRE SA ASCOLTARE E SI SA FAR CONSIGLIARE PUR AVENDO LE SUE IDEE.

Sono legato “affettuosamente” a suo suocero per motivi calcistici. Suo figlio parla piu’ di tennis con il papa’ o di calcio con il nonno?Gioca ad entrambi gli sports?

MATTEO (il figlio di Santopadre ndr.) gioca a tennis e golf. Nel golf, che pratica con più costanza, a detta degli intenditori ha notevoli capacità ed ottimi risultati. A calcio ci gioca con gli amici quando capita e …a casa con me!!!
Quando siamo a Roma non ci perdiamo mai un incontro dei giallorossi ed andiamo puntualmente all’Olimpico.
Parla sia di calcio che di tennis perché, così come il nonno ed il sottoscritto, è “malato” di sport!

©Cosima Scavolini/Lapresse Nella foto Zbigniew Boniek

Gioca ancora a tennis?Oppure ha avuto il rigetto per gli anni di professionismo passati?

ALTROCHE’.
APPENA POSSO GIOCO MOLTO VOLENTIERI; MI È RIMASTO IL PIACERE
DEL GIOCO E POI È UN MODO PER RALLENTARE IL PROCESSO DI INVECCHIAMENTO!!!!

Domanda di rito: il tennis e’ veramente lo sport del diavolo?

NO, PEGGIO!!!…Scherzi a parte, concludo seriamente : è vero che è uno sport “tosto “, particolare, talvolta potrebbe sembrare crudo ed assurdo ma per me colui che vince l’ultimo punto del match è , in quel giorno ed in quel match, il più forte. Non c’è diavolo che tenga.
Il più forte è anche colui che ha gestito e si è fatto amico il diavolo!

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